Il brigantaggio tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie nell’azione del capobanda Antonio Gasbarrone (1814-1825)

Fulvio D’Amore

Il brigantaggio tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie

nell’azione del capobanda Antonio Gasbarrone (1814-1825)

In 8°, 328 pp., bross. edit. – Euro 20

 

Le difficoltà incontrate dallo Stato pontificio e dal Regno delle Due Sicilie nella repressione del dilagante fenomeno del brigantaggio tra 1814 e 1825 furono assai evidenti, con provvedimenti inefficaci a causa delle effimere strategie messe in campo e dalle spesso critiche condizioni socio-economiche delle campagne. Proprio in quegli anni di rivoluzioni, il nome del famoso brigante Antonio Gasbarrone di Sonnino generava profondo terrore tra i proprietari dell’Abruzzo, della Comarca di Roma, della Marittima e Campagna, come pure nei mercanti che dalla Terra di Lavoro si spostavano nei territori oggi compresi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove anche la popolazione dei piccoli borghi di montagna, dedita all’economia agro-pastorale, subì le devastanti incursioni delle sue bande, caratterizzate spesso da azioni efferate e rapimenti a scopo di ricatto.


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