La contea di Celano
in un documento fiscale del primo Cinquecento.
Aspetti economici e demografici
La trascrizione e l’analisi del documento fiscale che qui si presenta intendono mettere a disposizione una nuova fonte storica per contribuire alla ricostruzione di un periodo della Contea di Celano per lo più lacunoso e poco dissodato, quello della signoria Piccolomini, rimasta al potere nella Marsica poco più di un secolo, dall’investitura di Antonio nel 1463 alla vendita del feudo, operata nel 1591 da Costanza, in favore della famiglia Peretti.
Rinvenuto tra le carte dell’Archivio Sforza Cesarini, dalla disamina dei dati apparentemente sterili del fascicolo emerge chiaramente un’indubbia rilevanza nell’indagine del contesto socio-economico e demografico di Celano e di altri luoghi della Contea nei primi decenni del XVI secolo.
| Dimensioni | 17 × 24 cm |
|---|---|
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| Pagine | 72 |
| Note | bross., ill. n.t. |
Descrizione
Secondo una consuetudine propria dei catasti, al censimento dei civium di Celano, centro del potere comitale, fanno seguito gli elenchi dei “forestieri” che possedevano beni e attività nella Contea. I nominativi sono ripartiti per località e sono stati elencati prima quelli delle universitates ricadenti nella giurisdizione piccolominea (Aielli, Cerchio, San Potito, Ovindoli e Santa Iona), poi quelli di centri soggetti ad altre giurisdizioni feudali.

